Per garantire il corretto funzionamento e la durata dei vs. azionamenti e inverter, specialmente se tenuti fermi di scorta, è fondamentale eseguire periodicamente la rigenerazione dei banchi capacitivi.
Dopo un lungo periodo di inattività (oltre 9 mesi), i condensatori elettrolitici possono degradarsi, aumentando il rischio di guasti o di inefficienze alla riaccensione dell’unità rendendola inservibile.
La ns. procedura prevede una riattivazione controllata con tensione a step, partendo da 30-50V AC per 30 minuti e incrementando progressivamente fino al valore nominale, garantendo una ricarica sicura.
Monitoriamo anomalie o surriscaldamenti durante l’avviamento e suggeriamo aggiornamenti firmware per migliorare l’efficienza operativa.
Con la rigenerazione periodica si evita, nella maggior parte dei casi, la necessità di sostituire i condensatori elettrolitici, un intervento talvolta molto costoso.
Un’azione preventiva semplice ed efficace che riduce il rischio di guasti, previene costosi fermi macchina e prolunga la vita della vs. unità.
La rigenerazione del banco capacitivo è un processo delicato, di cui descriviamo le fasi principali:

1. Diagnosi iniziale
Prima di procedere con la rigenerazione, è fondamentale verificare lo stato dei condensatori e l’efficienza del circuito di potenza. I principali segnali di degrado del banco capacitivo includono:
- Perdite di capacità
- Incremento della resistenza ESR e complicazione dell’induttanza parassita ESL
- Perdite elettrolitiche o rigonfiamenti visibili
Surriscaldamento e malfunzionamenti intermittenti
Si possono utilizzare strumenti come LCR meter, oscilloscopi e analizzatori ESR/ESL misurare questi parametri.
2. Scarica sicura dei condensatori
Prima di rimuovere i condensatori difettosi, assicurarsi di scaricarli completamente per evitare rischi elettrici. Questo si può fare con:
- Una resistenza di scarica adeguata (ad es. 10kΩ – 100kΩ, almeno 5W)
- Un circuito di scarica automatico se presente nel dispositivo
Verificare la tensione residua con un multimetro prima di manipolare i componenti.

3. Rimozione e sostituzione dei condensatori
- Identificare i valori di capacità e tensione nominale dei condensatori da sostituire.
- Selezionare condensatori di alta qualità, preferibilmente Low-ESR e con una temperatura operativa
di almeno 105°C per maggiore durata. - Se il banco è costituito da più condensatori in parallelo, assicurarsi di sostituire tutti i condensatori
del gruppo, anche se solo alcuni sembrano difettosi, per evitare squilibri di carica.
Saldare i nuovi componenti con attenzione, rispettando la polarità nei condensatori elettrolitici.
4. Formazione del nuovo banco capacitivo
Dopo la sostituzione, è necessario formare gradualmente i nuovi condensatori per evitare shock dielettricie migliorare la loro durata. Questo si fa aumentando progressivamente la tensione applicata:
- Collegare l’inverter a una tensione ridotta (ad es. usando un variac o una alimentazione controllata)
- Portare la tensione lentamente al valore nominale, lasciando stabilizzare per alcuni minuti
- Monitorare la corrente assorbita e le temperature per prevenire anomalie
5. Test finale e rimontaggio
Dopo la rigenerazione, eseguire test funzionali:
- Verificare la tensione del bus DC per assicurarsi che i nuovi condensatori stiano funzionando correttamente.
- Eseguire una prova a vuoto e poi con carico, monitorando eventuali surriscaldamenti anomali.
- Se disponibile, usare un oscilloscopio per analizzare l’ondulazione residua del bus DC (Ripple), che deve essere ridotta rispetto ai valori precedenti.
6. Rimontaggio e monitoraggio
Dopo il test, richiudere l’unità e monitorare il suo funzionamento nelle prime ore di attività per verificare la stabilità del sistema.

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